La
Fiamma Olimpica è simbolo di pace, tolleranza, giustizia, libertà, solidarietà e uguaglianza tra i popoli e gli individui.
La Coca-Cola, in Colombia, in India ed altri paesi, è simbolo di
violazione dei diritti umani, del diritto alla libera associazione
sindacale, del diritto alla sopravvivenza delle comunità locali, del
diritto alla salute e del diritto ad un ambiente pulito.
Per questo è impossibile associare la Fiamma Olimpica e i valori che essa racchiude alla Coca-Cola Company.
Per questi motivi chiediamo:
- al TOROC e al CIO di escludere Coca-Cola dagli sponsor delle Olimpiadi
- ai RAPPRESENTANTI DEGLI ENTI LOCALI interessati dal passaggio della
Torcia di non consentire la presenza sul territorio del materiale
pubblicitario di Coca-Cola
- a COCA-COLA di consentire una inchiesta indipendente in Colombia e di
concedere una 'tregua olimpica' ai sindacalisti colombiani del
Sinaltrainal, che hanno subito dal 1989 ad oggi 8 leader sindacali
uccisi, decine di casi di sequestri, torture, minacce di morte,
sfollamenti forzati, montature giudiziarie, solo per fare dentro gli
impianti Coca-Cola lo stesso lavoro che ogni sindacalista svolge in
Italia ogni giorno
PERCHE’ PROTESTARE CONTRO COCA COLA
La multinazionale (che assomma tra gli altri marchi, anche Fanta,
Sprite, Diet Coke, Ice Lemon, Powerade, Minute Maid, Burn, Kinley,
Beverly, Bonaqua, Dasani, Dr Pepper) è sotto processo negli USA per
complicità con gli omicidi, le minacce, e gli altri abusi commessi dai
paramilitari nelle aziende colombiane che per essa lavorano e di cui è
comproprietaria (violazioni avvenute anche all'interno degli
stabilimenti; Amnesty International ha riconosciuto un significativo
aumento delle violenze nei confronti di sindacalisti e loro familiari
durante vertenze e trattative).
IL CONTESTO:
In Colombia il governo è molto sensibile alle pressioni politiche ed
economiche degli USA. Il paese è scosso da 40 anni di violenze, per via
degli scontri tra guerriglia (FARC ed ELN) e paramilitari ed esercito.
La popolazione civile, spesso molto attiva con intere comunità che si
oppongono ai soprusi con tecniche nonviolente, è in molti casi oggetto
di gratuite violenze soprattutto da parte dei paramilitari
filogovernativi.
Il sindacato dei lavoratori dell'industria agroalimentare colombiano,
il Sinailtrail, ha denunciato da tempo questo stato di cose, indicando
talvolta esplicitamente la coca-cola come mandante delle violenze nei
confronti dei sindacalisti. L'azienda si difende affermando che la
violenza è endemica nel paese, e di non poter fare nulla a proposito.
Di fatto ne trae vantaggio e, per così dire, non appare particolarmente
impegnata nel difendere la vita dei suoi lavoratori, soprattutto se
iscritti al sindacato. In molti casi gli squadroni della morte hanno
agito indisturbati per più giorni all'interno degli stabilimenti (anche
protetti da guardie armate).
La Coca Cola è inoltre oggetto di proteste in altri paesi per motivi diversi (vedere il sito segnalato in calce)
Resoconto sulla protesta al passaggio della fiaccola e alcune distorsioni dei media:
http://unimondo.oneworld.net/article/view/124375/1/
Sito di riferimento, Rete Boicottaggio Cocacola:
www.nococacola.info
Elenco materiali informativi da scaricare (rapporti, schede, dossier)
http://www.tmcrew.org/killamulti/cocacola/materiali.html
FAQ, risposta punto per punto alla lettera inviata preventivamente" da
coca-cola a molte amministrazioni locali in seguito alle proteste
http://www.tmcrew.org/killamulti/cocacola/comunicati/
risposta_a_cocacola/risposta_a_cocacola.htm
Scheda sull'azienda ed i motivi del boicottaggio in generale
http://www.tmcrew.org/killamulti/cocacola/COCACOLA_scheda.pdf
QUESTA NON E’ UNA PROTESTA CONTRO LE OLIMPIADI, MA UNA INIZIATIVA A
SOSTEGNO DEI VALORI DI PACE E FRATELLANZA RAPPRESENTATI DALLA FIACCOLA
OLIMPICA
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I sindacalisti uccisi dai paramilitari (fonte, sito del sindacato
Sinaltrainal
http://www.sinaltrainal.org/, promotori della protesta):
AVELINO ACHICANOY ERAZO 
Lavoratore presso la Embotelladora Nariñense
S.A. -COCA COLA [Nariño Bottlers Ltd] nella città di Pasto nel sud est
della Colombia. E’ stato ucciso da un colpo di pistola nell’orecchio
destro il 30 luglio 1990, durante uno sciopero dovuto al rifiuto del
loro datore di lavoro di negoziare alcune richieste presentate dal
Sintradingascol (Sindacato Nazionale Colombiano dei Lavoratori nelle
Bevande Effervescenti). Avelino era membro del Comitato Esecutivo del
sindacato e membro della commissione per lo sciopero. (nella foto il
funerale di Avelino)
JOSÉ ELEASAR MANCO DAVID Un lavoratore della Bebidas y Alimentos de
Urabá S.A. -COCA COLA [Drinks and Foods of Urabá] nella città di
Carepa, in Urabá, Antioquia. Un leader del Sinaltrainal in questa
regione ricca di banane del nord ovest della Colombia. E’ stato
assassinato l’8 aprile 1994.
LUIS ENRIQUE GIRALDO ARANGO (foto a destra) Ha lavorato presso la
Bebidas y Alimentos de Urabá S.A. -COCA COLA., a Carepa per 17 anni.
Membro del Sinaltrainal, Luis è stato assassinato il 20 aprile 1994.
LUIS ENRIQUE GÓMEZ GRANADO Anche lui un lavoratore della Bebidas y
Alimentos de Urabá S.A. -COCA COLA- a Carepa. Era capo regionale del
sindacato. E’ stato ucciso davanti alla moglie e ai suoi bambini sulla
porta di casa a Carepa il 23 aprile 1995.
GUILLERMO GÓMEZ MAIGUAL Lavorava con la Embotelladora Nariñense
"Embonar" Ltda. -COCA COLA- [Nariño Bottlers Ltd.] dove era un leader
del Sinaltrainal. Si è suicidato avvelenandosi il 20 aprile 1998
all’interno dell’impianto di imbottigliamento, a causa delle difficoltà
economiche dei lavoratori e delle loro famiglie. Tale situazione era
stata determinata dalla cancellazione del contratto di franchising da
parte della Coca Cola con la Embonar Ltda il primo giugno 1996. Con
l’occasione la Coca Cola chiuse l’impianto e licenziò in tronco 150
lavoratori, liquidando l’accordo Collettivo e l’organizzazione del
sindacato a Pasto. Fu trovato un biglietto nella tasca di Guillermo che
diceva che aveva preso la sua decisione a causa della “crisi totale”
nella quale si trovava. I lavoratori occuparono l’impianto per più di 2
anni, lottando per il pagamento del loro lavoro. Quando l’impianto fu
evacuato, fu comprato per una somma ridicola dalla Panamco Colombia
S.A. -Coca Cola- e riaperto con operai temporanei con paghe più basse,
senza sindacato e senza alcun accordo collettivo.
ISIDRO SEGUNDO GIL GIL (foto a sinistra) Un’altro lavoratore
della Bebidas y Alimentos de Urabá S.A. -COCA COLA a Carepa. L’ultimo
incarico che ha avuto per il Sinaltrainal è stato da Segretario
Generale del sindacato ed era membro del gruppo che aveva presentato le
richieste al datore di lavoro il 30 novembre 1996 e che questo aveva
rifiutato di negoziare. E’ stato assassinato sul posto di lavoro
all’impianto di Carepa il 6 dicembre 1996. Suo fratello Martín Emilio
Gil Gil era consigliere Sinaltrainal in queste negoziazioni. Martín ha
dovuto rinunciare al suo posto presso lo stesso datore di lavoro a
causa delle continue minacce di morte. Il 18 novembre 2000, ALCIRA DEL
CARMEN HERRERA PEREZ, la moglie di Isidro Segundo, è stata trascinata
fuori della propria casa a Apartadó - Urabá, Antioquia e uccisa poco
lontano..
JOSÉ LIBARDO HERRERA OSORIO Alle cinque del mattino del 26 dicembre
1996 questo signore di 65 anni e un lavoratore della Coca Cola di
Carepa furono portati fuori dall’impianto con la forza da uomini armati
pesantemente, presumibilmente paramilitari e assassinati vicino al
cimitero di Chigorodó. Il Signor Herrera aveva lavorato presso
l’impianto come Capo della Manutenzione Tecnica.
ADOLFO DE JESÚS MÚNERA LÓPEZ (nella foto a destra) Ex-operaio presso
l’impianto di Barranquilla, nel dipartimento Atlántico. Fu assassinato
alle sette del pomeriggio del 31 agosto 2002 sulla porta di casa di sua
madre nel distretto "el Bosque" [the Woods] della città. La Coca Cola
lo licenziò il 6 aprile 1997 dopo un’incursione della polizia nella sua
casa dovuta ad una segnalazione da parte del datore di lavoro. In
quello stesso anno alcuni leader del Sinaltrainal furono imprigionati a
Bucaramanga, dopo essere stati segnalati dalla Coca Cola come
terroristi e ribelli. I compagni furono rimessi in libertà dopo questo
omicidio.
ÓSCAR DARÍO SOTO POLO Lavoratore della Embotelladoras Román S.A. -COCA
COLA {Román Bottlers] presso l’impianto di Montería nel dipartimento
Córdoba. Era leader del Sindicato Nacional de Trabajadores de la
Industria de las Bebidas en Colombia (Sindacato Nazionale dei
Lavoratori dell’Industria delle Bibite della Colombia) "Sinaltrainbec"
e membro della delegazione che presentava le richieste dei lavoratori
al padrone tramite la sua organizzazione sindacale ed il Sinaltrainal.
E’ stato assassinato il 21 giugno 2001 a Monterìa, durante le
negoziazioni.
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Prime immagini del volantinaggio

