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COCA COLA SPONSOR OLIMPICO? NO GRAZIE!

adesione alla campagna internazionale di boicottaggio

Admin
15-01-2006
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La Fiamma Olimpica è simbolo di pace, tolleranza, giustizia, libertà, solidarietà e uguaglianza tra i popoli e gli individui.
La Coca-Cola, in Colombia, in India ed altri paesi, è simbolo di violazione dei diritti umani, del diritto alla libera associazione sindacale, del diritto alla sopravvivenza delle comunità locali, del diritto alla salute e del diritto ad un ambiente pulito.
Per questo è impossibile associare la Fiamma Olimpica e i valori che essa racchiude alla Coca-Cola Company.
Per questi motivi chiediamo:
- al TOROC e al CIO di escludere Coca-Cola dagli sponsor delle Olimpiadi
- ai RAPPRESENTANTI DEGLI ENTI LOCALI interessati dal passaggio della Torcia di non consentire la presenza sul territorio del materiale pubblicitario di Coca-Cola
- a COCA-COLA di consentire una inchiesta indipendente in Colombia e di concedere una 'tregua olimpica' ai sindacalisti colombiani del Sinaltrainal, che hanno subito dal 1989 ad oggi 8 leader sindacali uccisi, decine di casi di sequestri, torture, minacce di morte, sfollamenti forzati, montature giudiziarie, solo per fare dentro gli impianti Coca-Cola lo stesso lavoro che ogni sindacalista svolge in Italia ogni giorno




PERCHE’ PROTESTARE CONTRO COCA COLA

La multinazionale (che assomma tra gli altri marchi, anche Fanta, Sprite, Diet Coke, Ice Lemon, Powerade, Minute Maid, Burn, Kinley, Beverly, Bonaqua, Dasani, Dr Pepper) è sotto processo negli USA per complicità con gli omicidi, le minacce, e gli altri abusi commessi dai paramilitari nelle aziende colombiane che per essa lavorano e di cui è comproprietaria (violazioni avvenute anche all'interno degli stabilimenti; Amnesty International ha riconosciuto un significativo aumento delle violenze nei confronti di sindacalisti e loro familiari durante vertenze e trattative).

IL CONTESTO:
In Colombia il governo è molto sensibile alle pressioni politiche ed economiche degli USA. Il paese è scosso da 40 anni di violenze, per via degli scontri tra guerriglia (FARC ed ELN) e paramilitari ed esercito.
La popolazione civile, spesso molto attiva con intere comunità che si oppongono ai soprusi con tecniche nonviolente, è in molti casi oggetto di gratuite violenze soprattutto da parte dei paramilitari filogovernativi.
Il sindacato dei lavoratori dell'industria agroalimentare colombiano, il Sinailtrail, ha denunciato da tempo questo stato di cose, indicando talvolta esplicitamente la coca-cola come mandante delle violenze nei confronti dei sindacalisti. L'azienda si difende affermando che la violenza è endemica nel paese, e di non poter fare nulla a proposito. Di fatto ne trae vantaggio e, per così dire, non appare particolarmente impegnata nel difendere la vita dei suoi lavoratori, soprattutto se iscritti al sindacato. In molti casi gli squadroni della morte hanno agito indisturbati per più giorni all'interno degli stabilimenti (anche protetti da guardie armate).
La Coca Cola è inoltre oggetto di proteste in altri paesi per motivi diversi (vedere il sito segnalato in calce)

Resoconto sulla protesta al passaggio della fiaccola e alcune distorsioni dei media:
http://unimondo.oneworld.net/article/view/124375/1/
Sito di riferimento, Rete Boicottaggio Cocacola:
www.nococacola.info
Elenco materiali informativi da scaricare (rapporti, schede, dossier)
http://www.tmcrew.org/killamulti/cocacola/materiali.html   
FAQ, risposta punto per punto alla lettera inviata preventivamente" da coca-cola a molte amministrazioni locali in seguito alle proteste
http://www.tmcrew.org/killamulti/cocacola/comunicati/
risposta_a_cocacola/risposta_a_cocacola.htm


Scheda sull'azienda ed i motivi del boicottaggio in generale
http://www.tmcrew.org/killamulti/cocacola/COCACOLA_scheda.pdf


QUESTA NON E’ UNA PROTESTA CONTRO LE OLIMPIADI, MA UNA INIZIATIVA A SOSTEGNO DEI VALORI DI PACE E FRATELLANZA RAPPRESENTATI DALLA FIACCOLA OLIMPICA

 
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I sindacalisti uccisi dai paramilitari (fonte, sito del sindacato Sinaltrainal
http://www.sinaltrainal.org/, promotori della protesta):

 AVELINO ACHICANOY ERAZO Funerale di AvelinoLavoratore presso la Embotelladora Nariñense S.A. -COCA COLA [Nariño Bottlers Ltd] nella città di Pasto nel sud est della Colombia. E’ stato ucciso da un colpo di pistola nell’orecchio destro il 30 luglio 1990, durante uno sciopero dovuto al rifiuto del loro datore di lavoro di negoziare alcune richieste presentate dal Sintradingascol (Sindacato Nazionale Colombiano dei Lavoratori nelle Bevande Effervescenti). Avelino era membro del Comitato Esecutivo del sindacato e membro della commissione per lo sciopero. (nella foto il funerale di Avelino)


JOSÉ ELEASAR MANCO DAVID Un lavoratore della Bebidas y Alimentos de Urabá S.A. -COCA COLA [Drinks and Foods of Urabá] nella città di Carepa, in Urabá, Antioquia. Un leader del Sinaltrainal in questa regione ricca di banane del nord ovest della Colombia. E’ stato assassinato l’8 aprile 1994.

Luis enrique LUIS ENRIQUE GIRALDO ARANGO (foto a destra) Ha lavorato presso la Bebidas y Alimentos de Urabá S.A. -COCA COLA., a Carepa per 17 anni. Membro del Sinaltrainal, Luis è stato assassinato il 20 aprile 1994.

LUIS ENRIQUE GÓMEZ GRANADO Anche lui un lavoratore della Bebidas y Alimentos de Urabá S.A. -COCA COLA- a Carepa. Era capo regionale del sindacato. E’ stato ucciso davanti alla moglie e ai suoi bambini sulla porta di casa a Carepa il 23 aprile 1995.

GUILLERMO GÓMEZ MAIGUAL Lavorava con la Embotelladora Nariñense "Embonar" Ltda. -COCA COLA- [Nariño Bottlers Ltd.] dove era un leader del Sinaltrainal. Si è suicidato avvelenandosi il 20 aprile 1998 all’interno dell’impianto di imbottigliamento, a causa delle difficoltà economiche dei lavoratori e delle loro famiglie. Tale situazione era stata determinata dalla cancellazione del contratto di franchising da parte della Coca Cola con la Embonar Ltda il primo giugno 1996. Con l’occasione la Coca Cola chiuse l’impianto e licenziò in tronco 150 lavoratori, liquidando l’accordo Collettivo e l’organizzazione del sindacato a Pasto. Fu trovato un biglietto nella tasca di Guillermo che diceva che aveva preso la sua decisione a causa della “crisi totale” nella quale si trovava. I lavoratori occuparono l’impianto per più di 2 anni, lottando per il pagamento del loro lavoro. Quando l’impianto fu evacuato, fu comprato per una somma ridicola dalla Panamco Colombia S.A. -Coca Cola- e riaperto con operai temporanei con paghe più basse, senza sindacato e senza alcun accordo collettivo.

Isisdro Segundo ISIDRO SEGUNDO GIL GIL  (foto a sinistra) Un’altro lavoratore della Bebidas y Alimentos de Urabá S.A. -COCA COLA a Carepa. L’ultimo incarico che ha avuto per il Sinaltrainal è stato da Segretario Generale del sindacato ed era membro del gruppo che aveva presentato le richieste al datore di lavoro il 30 novembre 1996 e che questo aveva rifiutato di negoziare. E’ stato assassinato sul posto di lavoro all’impianto di Carepa il 6 dicembre 1996. Suo fratello Martín Emilio Gil Gil era consigliere Sinaltrainal in queste negoziazioni. Martín ha dovuto rinunciare al suo posto presso lo stesso datore di lavoro a causa delle continue minacce di morte. Il 18 novembre 2000, ALCIRA DEL CARMEN HERRERA PEREZ, la moglie di Isidro Segundo, è stata trascinata fuori della propria casa a Apartadó - Urabá, Antioquia e uccisa poco lontano..

JOSÉ LIBARDO HERRERA OSORIO Alle cinque del mattino del 26 dicembre 1996 questo signore di 65 anni e un lavoratore della Coca Cola di Carepa furono portati fuori dall’impianto con la forza da uomini armati pesantemente, presumibilmente paramilitari e assassinati vicino al cimitero di Chigorodó. Il Signor Herrera aveva lavorato presso l’impianto come Capo della Manutenzione Tecnica.

Adolfo ADOLFO DE JESÚS MÚNERA LÓPEZ (nella foto a destra) Ex-operaio presso l’impianto di Barranquilla, nel dipartimento Atlántico. Fu assassinato alle sette del pomeriggio del 31 agosto 2002 sulla porta di casa di sua madre nel distretto "el Bosque" [the Woods] della città. La Coca Cola lo licenziò il 6 aprile 1997 dopo un’incursione della polizia nella sua casa dovuta ad una segnalazione da parte del datore di lavoro. In quello stesso anno alcuni leader del Sinaltrainal furono imprigionati a Bucaramanga, dopo essere stati segnalati dalla Coca Cola come terroristi e ribelli. I compagni furono rimessi in libertà dopo questo omicidio.

ÓSCAR DARÍO SOTO POLO Lavoratore della Embotelladoras Román S.A. -COCA COLA {Román Bottlers] presso l’impianto di Montería nel dipartimento Córdoba. Era leader del Sindicato Nacional de Trabajadores de la Industria de las Bebidas en Colombia (Sindacato Nazionale dei Lavoratori dell’Industria delle Bibite della Colombia) "Sinaltrainbec" e membro della delegazione che presentava le richieste dei lavoratori al padrone tramite la sua organizzazione sindacale ed il Sinaltrainal. E’ stato assassinato il 21 giugno 2001 a Monterìa, durante le negoziazioni.

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Prime immagini del volantinaggio




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Pagina relativa all'iniziativa ferrarese sul sito di REBOC - rete boicottaggio Coca-Cola

 



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